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Pulox PO 200 Pulsossimetro

Recensione del Pulox PO 200 Pulsossimetro, scopriamo insieme le caratteristiche di questo prodotto.

Il pulsossimetro è uno strumento in grado di misurare la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno presente nel sangue, indicata come SpO2.

Come funziona? Sfruttando gli infrarossi i quali, passando attraverso la pelle della persona che lo indossa, riescono a misurare le pulsazioni cardiache e sottolineare la percentuale di ossigeno appartenente dell’emoglobina nel sangue.

Questo prodotto nasce in ambiente medico e sanitario, essendo presente in ogni ospedale ed essendo utilizzato in special modo per monitorare pazienti con problemi cardiaci e in post-operatorio.

Tuttavia, con l’avanzamento della tecnologia degli ultimi anni, i pulsossimetri sono diventati sempre più piccoli e alla portata, praticamente, di tutti: un esempio? L’utilizzo del pulsossimetro per gli atleti durante l’allenamento.

Come ben sappiamo, controllarsi con frequenza e in special modo nelle fasi di allenamento intensivo, con il corpo sotto sforzo, è molto importante: determinando la saturazione dell’ossigeno presente nel sangue, in speciali sessioni di esercizi fisici, si possono prevenire eventuali danni e migliorare il proprio allenamento.

Utilizzare il pulsossimetro con finalità atletiche, per esempio, consente di sapere con precisione “l’andamento” generico del proprio sistema-corpo, in modo da studiare e iniziare ad allenarsi con intensità specifiche, volte al miglioramento della salute e della forma fisica.

Oltre all’ambito atletico, anche quello famigliare interessa il raggio di azione del pulsossimetro: i bambini, infatti, sono molto delicati e la massima preoccupazione di ogni genitore riguarda per l’appunto la loro salute. Utilizzando un pulsossimetro da dito sarà possibile tenere sotto controllo la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno nel sangue presente nel bambino, durante, ad esempio, la nanna: una sicurezza per le mamme, per i papà e per tutti i bebè.

Recensione Pulox PO 200 Pulsossimetro con display OLED e accessori

Per misurare la saturazione di ossigeno presente nel sangue e la frequenza cardiaca, Pulox PO 200 Pulsossimetro con display OLED e accessori è davvero un ottimo alleato.

Piccolo, con una buona risoluzione, ma soprattutto sempre molto accurato.

Ha un’autonomia di ben 40 ore, funzionando mediante una coppia di batterie AAA alcaline.

Display Oled, 50 grammi di peso

Essendo molto piccolo, il Pulox PO 200 Pulsossimetro con display OLED e accessori è ideale per qualsiasi situazione: per monitorare l’andamento del proprio corpo durante l’allenamento, per controllare la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno nel sangue del nostro bambino che dorme.

È facile da applicare e molto comodo: basta collegarlo al dito per avere subito tutte le informazioni. Il display Oled da 1,3 pollici può essere orientato in quattro diverse direzioni.

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Scheda Tecnica

  • Produttore: Contec Medical Systems Ltd.
  • Modello: PO-200
  • Visualizza per display a 1.3; Display OLED
  • Risoluzione: 160 * 94 pixel
  • Istogramma
  • SpO2: 35-99%
  • Polso: 30-250 BPM
  • Durata della misurata / intervallo: 1 secondo
  • Alimentazione: 3V 2x batterie LR03 da 1,5 Volt
  • Dimensioni: 57 x 31 x 32 mm (lunghezza × larghezza × altezza)
  • Peso: 50 g (con batterie)

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Recensioni di chi lo ha acquistato

Le 63 recensioni positive presenti sul sito Amazon dimostrano l’affidabilità di questo prodotto, , il quale ha saputo guadagnarsi una media di 4.5 stelle su 5.

Un cliente, nella propria recensione positiva, ha sottolineato l’importanza di applicarlo al pollice di bambini piuttosto piccoli: “Per usarlo col bambino devo applicare la molletta al suo pollice, poiché con le altre dita non riesce a fare la lettura. Mio figlio è abbastanza vivace, tuttavia la curiosità riesce ad avere la meglio e resta fermo per quel minuto necessario alla lettura. I tempi di lettura sono abbastanza variabili ma comunque rapidi”.

Un utente molto soddisfatto scrive: “Sono molto soddisfatto dell’acquisto. Il pulsossimetro è semplicissimo da usare, veloce (in 3-4 secondi inizia la visualizzazione dei dati) e comodo da trasportare (anche in tasca). È arrivato già con le batterie, una piccola valigetta per il trasporto ed anche una bustina con laccetto per la protezione se lo si porta in tasca o in borsa, se non si vuole l’ingombro della valigetta rigida. Nel complesso un ottimo prodotto che non ha deluso le aspettative!”.

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Conclusioni

L’acquisto di Pulox PO 200 Pulsossimetro con display OLED e accessori è sicuramente consigliato: non solo per chi vuole tenere sotto controllo il proprio corpo durante un allenamento intensivo, ma anche ogni genitore potrà apprezzarne le funzionalità (e la facilità di utilizzo) per monitorare la nanna del proprio bambino – per “manine” molto minute è indispensabile sfruttare il pollice!

Ottima autonomia, ottimo display, comodissima la bustina con laccetto per trasportare il pulsossimetro in borsa.

Svantaggi

  • Per bebè da utilizzare con il pollice

Vantaggi

  • Prezzo
  • Piccolo
  • Accurato
  • Accessori
  • Autonomia

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valigia scegliere

A seconda delle proprie abitudini e necessità, la valigia trolley da scegliere risulta studiata appositamente per venire in contro a tutti i tipi di richieste: chi viaggia molto spesso dovrà avere una soluzione comoda e facile da trasportare, magari perfetta per essere imbarcata come bagaglio a mano. Il problema vero e proprio nella scelta della valigia, sta nella quantità di soluzioni messe a disposizione: valige morbide, rigide, semirigide, trolley.
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La valigia trolley è sicuramente una delle scelte più azzeccate: è facile da trasportare anche in una soluzione complicata, come all’uscita dall’aeroporto, può essere riposta nel bagagliaio di un taxi con poche semplici mosse.
L’importante è che ogni valigia sia in grado di rispettare le dimensioni e il peso imposti dalla maggioranza delle compagnie aeree: superati i valori, il prezzo della “mora” risulta essere molto, troppo caro. Quale valigia scegliere non dipende soltanto dal prezzo: molti credono che, spendendo meno, si possa risparmiare tanto.

Economicamente questo potrebbe anche essere vero, ma il dispendio di energie per una praticità non ottimizzata diventerebbe un problema davvero troppo grande, per godersi un viaggio in tutta tranquillità: a seconda del viaggio da fare, la valigia trolley da scegliere potrebbe essere diversa. La durata del soggiorno, infatti, coincide con la scelta delle dimensioni da adottare: per un viaggio di lavoro, ad esempio, potrebbe essere valida la scelta di una valigia trolley rigida con scomparto, nel quale riporre abiti e documenti, proteggendoli adeguatamente.
Qualora ci apprestassimo ad affrontare un piuttosto lungo e dal soggiorno indeterminato, la necessità sarà quella di avere una valigia molto capiente, molto solida e assolutamente protettiva: i materiali, in questo caso, possono fare davvero la differenza! Per esempio, viaggiando in aereo è sempre meglio puntare a una valigia rigida: se il nostro bagaglio andrà a finire nella stiva, considerati gli urti molto probabili durante il viaggio, dovrà essere solido al punto giusto.
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quale-valigia-scegliere

Per rispondere alla domanda “quale valigia scegliere?” è quindi essenziale, in primis, porsi un’altra domanda: “Che tipo di viaggio sto per fare?”.
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Se la risposta comprende un viaggio molto corto, magari di un week end appena, in automobile o in macchina, allora potremo optare per un bel trolley in tessuto, capiente al punto giusto per garantire un viaggio comodo. I trolley, in questo caso, sono sicuramente la soluzione più comoda: essendo dotati di due o quattro ruote, consentono di guadagnare praticità e maneggevolezza.

I trolley sono disponibili anche in formato zaino, ottimi per viaggi avventurosi in città particolarmente affollate e pratiche da girare a piedi.
Tra i migliori materiali, troviamo il policarbonato, per le valige trolley rigide, o il propilene, più robusto ma anche più pesante: nel caso in cui aveste in programma un viaggio lungo, vi consigliamo caldamente di optare per modelli realizzati in propilene, ottimi per resistere agli urti di qualsiasi tipo.
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sniper

sniperLo sniper, più che essere un ruolo del Softair, è quasi una sorta di vocazione: si tratta di un ruolo fondamentale, ma molto duro da ricoprire. Cosa occorre per essere un buon sniper? Sicuramente la giusta attrezzatura adatta allo scopo. Parliamo di una dotazione che comprenda ghillie o tuta mimetica, fucile, zaino, binocolo, cappello, occhiali a rete, arma secondaria e relativa fondina, passamontagna, anfibi e guanti. Tante cose? Diciamo che soltanto queste sono le più essenziali!

Tra tuta mimetica e ghillie, la seconda risulta sicuramente più mimetica: è fondamentale, per ogni cecchino, sapersi mimetizzare alla perfezione. Il Softair è uno sport dove la calma rappresenta davvero la virtù dei forti: perdere la pazienza, fare un movimento troppo brusco o un rumore, possono essere “fatali” per il proprio ruolo.

softair sniperMimetizzarsi dev’essere una sorta di facoltà intrinseca nel cecchino: un camaleonte munito di fucile, in grado di appostarsi per ore, in cerca del nemico. In commercio esistono molte valide ghillie da poter adottare, ma nel caso in cui si volesse optare per una soluzione un po’ più low cost e fai-da-te, servirà soltanto l’attrezzatura, un buon numero di elastici e fili d’erba da cogliere sul posto. Ricoprendo l’attrezzatura con questi materiali, dalla testa ai piedi, sarà possibile godere di una buona ghillie, efficace al punto giusto. L’alternativa alla ghillie è la tuta mimetica, che deve variare di colore a seconda del contesto nel quale saremo: una tuta mimetica verde, non andrà bene per uno scenario urbano!

È importante poter contare sul prezioso aiuto di un buon binocolo: il cecchino deve essere sempre in guardia e pronto a scovare nemici anche a distanza. Sentinelle, obiettivi, postazioni ma anche strade possibili da percorrere: sarà possibile farsi un buon piano a distanza, per coprire distanze pericolose.

Ma cosa rende inequivocabile la posizione del cecchino? La sua arma. Sceglierla può fare la differenza, parliamo di fucili che siano ottimi da tenere in mano, dotati di una calibrazione millimetrica e di un’ottica impeccabile. Unendo il fucile a un cinturone con tasche ampie, a uno zaino nel quale poter riporre acqua e viveri e a una tasta con caricatore di ricambio e pallini, saremo già sulla buona strada. Nel caso in cui la sessione lo richiedesse, è utile portare con sé una radio, per comunicare con i propri compagni, e una pistola secondaria a GAS o ad anidride carbonica.

La protezione, poi, dev’essere ottima da tutti i punti di vista: un buon paio di guanti, morbidi al punto giusto ma ben resistenti; un cappello ed eventualmente un passamontagna per nascondere il proprio volto dagli occhi nemici; un paio di anfibi, per attraversare anche il fango; una fondina da attaccare alla coscia per portare con sé la seconda arma. Ma soprattutto, tanta esperienza e tanta buona volontà: con il tempo ogni sniper trova la propria strada e l’attrezzatura più consona al proprio ruolo.

Il Softair è bello perché è vario: a seconda delle tipologie dei match, degli obiettivi, dei propri compagni, cambia tutto. E l’avventura non finisce mai.

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cinquanta-sfumature-di-rosso

Cinquanta sfumature di rosso: il libro

Il libroCinquanta Sfumature di Rosso” rappresenta il seguito del precedente “Cinquanta sfumature di Nero” (il primo libro della fortunata saga di E. L. James è stato “Cinquanta sfumature di Grigio”).

La storia prosegue dalla fine del racconto precedente: Ana e Chris tentano di superare la paura di innamorarsi, mentre un personaggio molto inquietante, cerca di dividerli, vivi o morti che siano. Tra varie peripezie, riescono a tornare di nuovo insieme, concludendo, così, la storia di “Cinquanta Sfumature di Nero”.

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Cinquanta sfumature di rosso: la recensione

Dopo la paura scaturita dall’attentato, Chris sviluppa un senso di protezione dovuta nei confronti di Ana, la quale, nel frattempo, ha accettato di sposarlo: il matrimonio avviene presto, il viaggio di nozze vede i due sposi in giro per l’Europa. Insomma, i due sembrano essere diventati una coppia del tutto normale: troviamo, infatti, un Chris molto invadente e una Ana assolutamente accondiscendente, pronta a disobbedire solo per essere punita, piuttosto che per strattonarsi dalla posizione di moglie iperprotetta.

Il libro (cinquanta sfumature di rosso), a questo punto, rimane fermo e statico, quasi come se l’autrice non sapesse precisamente dove andare a parare: finalmente, il colpo di scena, avviene quando Ana rimane incinta, a causa di una dimenticanza colossale. Si è dimenticata, infatti, di fare la puntura anticoncezionale – che, nel primo libro, era una minipillola.

Chris, a questo punto, torna ad essere cattivo come lo era nel primo libro ma, ennesimo punto che non ci ha lasciati per niente soddisfatti, il lieto fine: purtroppo, nonostante inizialmente questo appaia come un epilogo interessante e intrigante, di fatto non è così.

Onde evitare di spoilerare ulteriormente, consideriamo un paio di aspetti molto importanti: la domanda che ci siamo posti riguarda le intenzioni dell’autrice. Aveva già scelto, fin dal primo libro, di far sì che la saga finisse così? Speravamo, bisogna ammetterlo, che sul finale si tornasse a parlare della stanza dei Giochi, ma così non è stato.

Certamente, la frenesia del finire una saga che ha riscosso così tanto successo, avrà portato i propri frutti negativi: una coppia interessante e intrigante, molto curiosa da conoscere, si è trasformata nella classica coppia normale, comune, in certi tratti per fino finta.

Potremmo analizzare la storia da un punto di vista più contorto, ma più completo: Ana, in quanto sottomessa alla figura di Chris e alla sua persona, finisce per diventarne succube. Chris, infatti, riesce a farla veramente tutta sua, portandola a quel matrimonio: la figura del Dominatore e della Sottomessa, così, rimane viva. Purtroppo, quella vivacità che ha incuriosito col primo “Cinquanta Sfumature di Grigio” risulta molto desaturata, persino noiosa.

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Ecco i libri della saga cinquanta sfumature di:

Cinquanta sfumature di grigio

Cinquanta sfumature di nero

Cinquanta sfumature di rosso

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infissi in alluminio a roma

Per poter contare sulla giusta sicurezza della propria casa, un’azienda che sappia dare ai propri clienti tutto ciò di cui hanno bisogno, è un’azienda vincente: da sempre, gli infissi in alluminio costituiscono terreno fertile per promuovere e abbracciare tecniche di costruzione sempre più ottimizzate, col fine di garantire sia un ottimo impatto estetico, che il giusto grado di sicurezza da non sottovalutare mai.

Con sistemi di lavorazione sempre più sopraffini, come quelli a taglio termico o a giunto aperto, gli infissi in alluminio a Roma garantiti dalle migliori aziende, sono semplicemente il massimo che ogni cliente possa richiedere: tutta la produzione avviene nel rispetto dell’ambiente e per favorire un risparmio energetico naturale. Isolando, naturalmente, dal freddo, infatti, grazie ai migliori infissi in alluminio, a Roma, si potrà godere di un risparmio sulla bolletta del gas non indifferente: prevenendo l’immissione di aria gelida in casa, ogni stanza avrà la giusta stabilità termica, in qualsiasi stagione. Ogni infisso è pensato per poter durare a lungo, anche se esposto agli agenti atmosferici, e consente di godere di un buon isolamento acustico della propria casa.

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I migliori infissi in alluminio a Roma prevedono non solo una cura maniacale delle materie prime di realizzazione, ma anche un occhio di riguardo per un’altra importante caratteristica da non sottovalutare: quella estetica. Eleganti e moderni, gli infissi in alluminio andranno ad adattarsi perfettamente ad ogni casa e a qualsiasi tipologia di arredo: con un vasto assortimento di colori tra i quali i clienti potranno scegliere, e un altrettanto vasto assortimento di modelli a disposizione, ogni casa, ogni finestra, ogni porta e ogni balcone avranno l’infisso che meglio andrà ad adattarsi allo stile e all’ambiente architettonico.

Ogni infisso in alluminio nasce dalla passione per il un lavoro così importante e dal desiderio di vedere ogni cliente soddisfatto del prodotto acquistato: scegliendo infissi in alluminio a Roma di qualità, sarà possibile migliorare sensibilmente la propria casa, sia esteticamente che dal punto di vista funzionale.

Ogni prodotto è caratterizzato per la sua robustezza unica e una resistenza ottimizzata: i migliori infissi in alluminio sono duraturi nel tempo, resistenti e realizzati con i migliori materiali. A ogni casa, il suo infisso: misure, colori, caratteristiche per un maggiore isolamento acustico e termico. Affidarsi a veri e propri esperti del settore, ripagherà notevolmente nel futuro: contare su infissi in alluminio che siano resistenti, sicuri e ottimi dal punto di vista del rapporto qualità-prezzo, è importantissimo.
I migliori infissi in alluminio a Roma sono alla portata di tutti: scopri quello che fa più al caso tuo!

SALUTE

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La cyclette può aiutare ogni donna a ridurre la massa grassa in una delle zone più odiate e difficili da trattare, le cosce. Questo...